Mémoires du sergent bourgogne. 1812-1813. PDF

Ritratto di Marat realizzato da Joseph Boze. Quanto alle sorelle Marianne e Albertine, rimaste nubili, esse dimostrarono la loro devozione a Jean-Paul quando, subito dopo il suo assassinio, si trasferirono a Parigi e vissero insieme alla sua convivente, Simone Evrard. Sarà Jean-Paul a modificare nel 1773 il mémoires du sergent bourgogne. 1812-1813. PDF di famiglia in Marat.


Reliure de l’éditeur . 275 pages . Introduction de pages Cottin . ( Club , Empire , Histoire , Mémoires , Napoléon )

Il padre Jean ne spiegò il motivo: il figlio aggiunse una t per non essere confuso con un altro ramo dei Mara, residenti in Irlanda. Jean-Paul era un ragazzo vivace e intraprendente. Non ricevette nemmeno risposta e ripiegò su un impiego di precettore dei figli di Paul Nairac, armatore di Bordeaux e futuro deputato degli Stati generali. Nel 1765 lasciò improvvisamente la Francia per Londra, forse confidando nella superiore vivacità dell’ambiente scientifico inglese, nelle maggiori possibilità che quella società offriva ai giovani di buona volontà e forse anche perché ammirava ancora, nel solco del pensiero illuminista, la società e le istituzioni inglesi.

A Londra Marat venne subito preso dalla passione per la politica. Nel 1770 riuscì a ottenere un impiego di medico veterinario a Newcastle e concluse il romanzo Les aventures du jeune comte Potowski che sarà pubblicato soltanto postumo, nel 1848, nel breve intermezzo della Repubblica francese. Nel dicembre del 1772 Marat fece stampare, anonima, la traduzione inglese della prima parte del suo saggio sull’anima umana, An Essay on the Human Soul, che venne però stroncato dall’autorevole Monthly Review come puerile ma promettente. L’intento del suo scritto è la comprensione dell’uomo, in quanto unione di corpo e di spirito. Marat intende procedere dall’esperienza, diversamente da quel che altri hanno fatto: hanno inventato dei sistemi, vi hanno spiegato i fenomeni e si sono sforzati di sottomettere la natura alle loro opinioni. Concepito il corpo come una macchina molto complicata, inizia a descriverla come una macchina idraulica, costituita da canali e da fluidi, passando poi a considerarlo sotto diversi rapporti meccanici: alla descrizione della macchina segue sempre la spiegazione del suo meccanismo. Una volta stabilite – da anatomista – le funzioni del corpo, Marat ritiene che spetti al metafisico porre le basi dell’anima, per quanto non con ricerche sottili e ridicole di cui tanti eruditi si sono vanamente occupati, ma con esami che abbiano la stessa evidenza delle osservazioni fisiche.